lunedì 25 giugno 2007

XXY

[Diretto da Lucìa Puenzo, Argentina, col, 91min, 2007]


Film d'esordio di Lucìa Puenzo, premiato alla Semaine de la Critique 2007, XXY racconta la storia di Alex, quindicenne ermafrodita che vive insieme ai genitori in un piccolo paese sulla costa uruguaiana.

Alex è alle prese con il suo corpo in crescita e con la nuova posizione che questo esige nel mondo esterno. I genitori, disorientati, cercano di capire cosa sia meglio per Alex. Da Buenos Aires arriva una coppia di amici con il figlio adolescente. Il padre è un chirurgo specializzato nel rimuovere "anormalità" fisiche. Li ha chiamati la madre di Alex convinta che sia arrivata l'ora della scelta definitiva. Alex erra tra le dune di sabbia e il bosco che circonda la sua casa, senza meta, è aggressiva, è dolce, cerca affetto anche attraverso il corpo che sta crescendo. Trova la morbosa curiosità che si riserva alla non normalità. Ma trova anche la forza di opporsi alla mutilazione normalizzante. Decide di non decidere, anzi decide di lasciare che le cose stiano così, di seguire il percorso che il suo desiderio le sta indicando.

Film intelligente e complesso: interessante riflessione su cosa sia normale e cosa no, interessante in epoca di family day e ossessioni ratzingeriane e margheritine; peccato averlo fatto uscire a fine giugno in sala, quando, o sei i Fantastici Quattro al multiplex, o ti vedono in dieci se sei fortunato.

Le immagini sono affogate in un azzurroverde un po' paludoso, un po' di moda tra i e le giovani registe, ma qua hanno probabilmente lo scopo di sur/realizzare la realtà e di rendere più grigia la normalità borghese (rappresentata dalla famiglia del chirurgo). I personaggi hanno potenzialità non sfruttate (a parte Alex e il padre, incontestabili protagonisti del film) e la regia ha dei momenti di impasse abbastanza forti. E tuttavia non puoi fare a meno di riflettere durante e dopo il film, di farti toccare dalla forza degli occhi di Alex (Inés Efron) inquieti, spaventati, fragili e decisi.

Link:
xxylapelicula.com [official site]

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Bisogna uccidere i cineasti esordienti. Appena si presenta un regista che si dice esordiente o nuova bisogna ucciderlo. Solo chi ha una lunga consumata esperienza può esordire. Il debutto è un privilegio dei vecchi saggi.

alaska ha detto...

beh però godard ha "esordito" con à bout de souffle e truffaut con i 400 colpi...

Anonimo ha detto...

appunto.
ad ogni modo mi riferivo alla retorica dell'esordio come attesa o, peggio, rivelazione. quando in genere l'esordio esprime solo l'assenza totale di qualsiasi forma di idea o di significato. del resto, il significato dipende dal contesto. dunque bisogna uccidere gli esordienti e i loro critici benevoli.

alaska ha detto...

teoricamente concordo con te appieno
la retorica dell'esordio fa comunella con la retorica del nuovo che è altrettanto schifosa e superficiale

robin ha detto...

XXY è un film intenso, uno dei più belli di questa strana, scarsa stagione cinematografica italiana. e ancora una volta il cinema argentino non tradisce, regalandoci delle suggestioni visive raffinate e dei personaggi autentici, gli orizzonti deserti e ventosi del sud e lo sguardo di alex, evanescente creatura alla ricerca di sè. un film sullo sguardo. quello registico, che scruta delicatamente nel profondo del personaggio, nelle sue paure e nella sua forza; che è insieme voyerismo, piacere e violenza, guardare per svelare che cosa si vuole nascondere, guardare per sopraffare, guardare per ri-conoscersi, guardare per abbandonarsi al desiderio...

Dome & Edo ha detto...

XXY è un film che mi incuriosisce abbastanza, anche considerando i film che ci sono adesso in circolazione
peccato non sia distribuito dalle mie parti
dome

alaska ha detto...

purtroppo ci sarebbe molto da dire sulla distribuzione italiana in sala...
immagino che questo film sia uscito in poche copie e solo nelle grandi città
e il fatto che l'abbiano fatto uscire ora vuol dire che nn ci credevano neanche troppo
però è già qualcosa che sia in qualche sala
io continuo ad avere qualche perplessità sul tipo di regia, anzi molte, però bisogna dare atto alla regista di avere una certa audacia e sensibilità insieme nel trattare un personaggio come alex senza cadere in stereotipi e morbosità

ruby ha detto...

decisamente un'isola felice nel mare della programmazione questo film. sì è un'esordio e non posso che sperare che nei prossimi lavori la regista si liberi di quei vezzi e manierismo che banalizzano e tolgono intensità a un lavoro che si merita molto di più. con meno fotografia leccata e più scavo nei personaggi potrebbe diventare davvero una grande. teniamo le dita incrociate. e chi ne avesse undici ben per lei o per lui...

Jesùs Carruesco ha detto...

"guardare per svelare che cosa bisogna nascondere,... guardare per ri-conoscersi"

robin, ci fai rimpangere il bonanima di derridà e i fuochi fatui lungo le placide rive del don.

Federico Bo ha detto...

Rimando il commento in questo post perché ho notato che è firmato Tichofilm...
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Ottima idea, TichoFilm!
Una mia segnalazione del vostro sito...
Il cinema nascosto
Un saluto.

ps perché Ticho? Non era Tycho Brahe, l'ultimo grande astronomo che osservò le stelle senza il telescopio? O avete dato precedenza al gatto nero? :)