lunedì 11 giugno 2007

Breakfast on Pluto

[Diretto da Neil Jordan - Ireland/UK, col, 135 min, 2005]


Dopo "La moglie del soldato", Neil Jordan torna sul tema della tran-sessualità e la sua amata Irlanda con un film discreto, non eccezionale ma piacevole, che oseremmo perfino definire "un capolavoro" se lo confrontassimo con la tremenda programmazione nelle sale italiche di questo inizio estate.

In breve, è ancora una volta la storia di una ricerca: qui è il figlio alla ricerca della propria madre perduta, una figura evanescente dalle sembianze di Mitzy Gaynor che aleggia nostalgicamente nella vita del protagonista. È la storia dell'odissea di Patrick, un trans nella cattolicissima Irlanda, sullo sfondo degli scontri sanguinosi tra cattolici e protestanti, orfano sì ma amato e protetto dalla piccola comunità in cui è nato e cresciuto, da cui decide però di allontanarsi per rincorrere le tracce della madre nella fantomatica Londra degli Anni Settanta.

Patrick-Patricia-Kitten, "la gattina", come si fa chiamare, è sicuramente il personaggio più riuscito del film, interpretato da uno splendido Cillian Murphy e se non fosse per lui, di certo la storia risulterebbe banale e anche piuttosto noiosa. La biondissima, fragile, disadattata Patricia, con i suoi vestitini sgargianti, i tacchi a spillo e i capelli a boccoli, reagisce alla violenza di un mondo che si prende troppo sul serio rifugiandosi nel fantastico, dove può magicamente impersonare i panni di un'attraente cat-woman che uccide i cattivi con lo spray del suo profumo Chanel.

A metà tra una black comedy e una favola moderna, si è scritto in giro... beh, a noi non è dispiaciuto affatto... buona visione

Link:
http://www.sonyclassics.com/breakfastonpluto/ [official site]
http://www.breakfastonpluto.co.uk/ [fan site]

3 commenti:

enzo ha detto...

epopea transessuale di autoanalisi iterativa nei consueti luoghi comuni della sessualità e delle utopiche convivenze umane. basta avere una zia divorziata e un gatto playboy per trovarlo scontato. se invece si ha un padre donna o una figlia lesbica o si è apolidi, il film farà l'effetto di un b movie americano che parla di italiani con attori greci.

ermete ha detto...

caro enzo non credo che tu abbia mai avuto un gatto playboy. io sì, si chiamava Tobia e morì di consunzione poco piu'che 11enne. se oggi fosse qui, sono sicuro che non amerebbe essere citato dal primo filosofo del lingaggio che passa come il prototipo del consumatore moderno.

Anonimo ha detto...

vorrei spendere qualche parola sul povero gatto Tobia: egli di sicuro era buono e generoso ed amava grattarsi le unghie sul migliore di tutti i sofà. ma confido che se avesse visto la celebrazione compiaciuta e convenzionale dei boccoli della nostra Kitty, avrebbe rimpianto lo sguardo basedowiano di Tom Cruise che affonda i suoi canini nel collo turgido e lascivo di Brad Pitt, come il gluteo di Bolle alla prima della Scala.