mercoledì 13 giugno 2007

Dogma italico

A proposito del cosiddetto "futuro del cinema italiano", vi inoltriamo questo post del blog Seconda Visione di Radio Città del Capo di Bologna. Il codice deontologico del regista italiano. Spassosissimo:

1) sono vietati i carrelli circolari

2) sono vietate rappresentazioni di donne isteriche e di uomini che non vogliono crescere

3) sono vietate le inquadrature di libri, locandine, quadri se non per fini esplicitamente commerciali o per ragioni narrative fondamentali. Il cinema deve far pensare e non suggerire il modo di pensare giusto o, peggio, suggerire un gusto.

4) è vietato l'uso della voce over per più di trenta secondi per ora di pellicola

5) sono vietate le rappresentazioni di minoranze di ogni genere secondo cliché: basta gitani vitali e furbetti e danzerecci , bravi senegalesi sfortunati, gay autoironici, ecc. Queste caratteristiche ci possono essere ma devono essere mixate ad altri tratti che emergono. Altrimenti è razzismo

6) sono vietate sequenze in casolari ristrutturati, specie se con le ante pitturate in celeste

7) sono vietati gli interni dipinti in giallo arancio/giallo/celeste tenue e dipinti in spugnato o consimili

8) gli esordienti registi, per passare ai lungometraggi, oltre a innovativi corti devono dimostrare di aver girato almeno 3 filmini di matrimonio/battesimo/cresima e di essere stati pagati dalle zie per questo

9) i provini degli attori devono essere eseguiti con accanto un paracarro per la prova di espressività

10) la psicanalisi, se presente, deve essere seria e motivata

11) è vietato il viraggio in seppia (Soderbergh maledetto)

12) sono vietate rappresentazioni di simpatici gaglioffi che negli anni 60/70 volevano cambiare il mondo ma poi sono i traumi, il sesso, le violenze, gli eventi a modificare loro (almeno questo non deve essere il messaggio principale)

13) le attrici non possono indossare gonnelloni lunghi a fiori

14) i trentenni in crisi hanno decine di pessime pellicole sull'argomento in cui ritrovarsi: moratoria di dieci anni su questo tema

15) in un film non possono comparire più di tre canne, non ci possono essere epifanie dovute alla THC. Si può superare questo limite solo se sono presenti altre sostanze stupefacenti.

16) tutti i registi che vogliano cimentarsi in una scena di sesso devono fare un anno di formazione: non ne posso più di gente che non sa girare il sesso, anche quando deve essere squallido la povertà di mezzi non riesce nemmeno a farlo sembrare squallido.

17) le canzoni pop di dieci anni anteriori all’uscita del film devono apparire una sola volta e non devono essere invasive

18) è vietato raccontare la vita degli studenti fuorisede a Bologna

19) a ognuno il suo mestiere: multimedialità non vuol dire che ogni cialtrone può fare qualsiasi cosa. Per scontare Pasolini abbiamo avuto Sepulveda, la Tamaro, Ligabue, Battiato, Paul Auster ecc. Il cinema non è solo un modo di esprimersi, è anche un linguaggio, ed è complesso da utilizzare. Se voglio esprimermi non scrivo liriche in lituano - lingua a me ignota - né organizzo un concerto per chitarra quando so eseguire solo “La canzone del sole” e pure male

20) è vietato il genere "elogio del cazzone" (es. Santa Maradona) - (definizione di A. Pezzotta, per onestà)

21) i personaggi non possono avere rendite petrolifere nascoste. Niente più sottoproletari che abitano in Piazza Navona, niente più traduttori (che vengono pagati un tanto al kilo come le aringhe) che vivono in lussuosi loft, niente disoccupati che hanno case disegnate da architetti di grido.

22) vietata l’apologia del ritorno alla natura. Sono vietate quindi le opposizioni semantiche civiltà cattiva /natura buona, che si manifestino, ad esempio, con "telefonino=cattivo/suono del corno di capra dei Monti Sibillini=buono". Vietati altresì, per le stesse ragioni, i remake di Laguna blu ambientati in Salento

23) vengono istituite delle scuole di dizione e di lingua italiana in sette località del territorio nazionale, lontane dai centri di produzione del cinema. Si propongono: Tarvisio, Cuneo, Gela, Correggio, Empoli, Isernia, Olbia. Gli aspiranti attori dovranno trascorrere in ciascuno di essi un periodo di almeno tre mesi in una sorta di Via Crucis della Crusca

24) i personaggi dei film italiani non possono pretendere di essere più interessanti dei loro spettatori, a meno che non lo dimostrino in modo convincente.

25) i bambini, a meno che non siano diretti da registi tipo De Sica (Vittorio), dovranno essere interpretati da adulti dotati di apposite maschere.

26) diciamo no al veltronismo al cinema.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

potremmo anche vietare la fondazione di nuove "stirpi" del cinema? il fatto che uno sia un bravo attore/regista (attrice/regista) non vuol dire che la sua discendenza erediti questo talento, anzi...

Anonimo ha detto...

il punto 26 è fondamentale
il veltronismo è la perversione fascista di sinistra della società dello spettacolo

Anonimo ha detto...

Un punto importantissimo che è stato dimenticato:
I documentari saranno film documentari e non servizi televisivi con pretesa di film. Le interviste non potranno superare i cinque minuti complessivi per ora di film a meno che non si stia documentando il fatto che qualcuno sta facendo un'intervista.

dedalus ha detto...

io odio il piano americano. vorrei un cinema di sole inquadrature e senza la pretesa della messa in scena.

alaska ha detto...

vive le inquadrature fisse
i piani sequenza
e il tempo che sgorga dalle immagini

alaska ha detto...

ps. a proposito di veltronismi... lo sapete che la festa di roma ha offerto bei soldoniai centri sociali romani perché diventino spazi collegati alla festa stessa?
l'ecumenismo danaroso di uolter maximo si acchiappa tutti....